Il vetro temperato si ottiene a partire dal riscaldamento di una normale lastra di vetro float, che viene inserita all’interno di un apposito forno e riscaldata fino alla temperatura di "transizione vetrosa", o di tempra (640 °C circa), che causa il rammollimento della struttura. Una volta rammollita, la lastra di vetro viene estratta dal forno e raffreddata bruscamente tramite getti di aria fredda ad alta pressione, che causano l’indurimento della sola superficie esterna, mentre l’interno si mantiene caldo, e dunque viscoso, più a lungo.

Il procedimento termico della tempra permette di ottenere un vetro che si distingue per la presenza di forti tensioni interne: le tensioni distensive che caratterizzano l’interno contrastano infatti con le forze compressive che interessano la superficie esterna. La presenza di tutte queste tensioni conferisce al vetro temprato elevate doti di resistenza meccanica alla flessione e allo shock termico. Inoltre, grazie a questo particolare trattamento, il vetro temprato rientra a buon diritto fra i cosiddetti cristalli di sicurezza, ossia quelli che, oltre a proteggere persone e beni da atti vandalici, tentativi di effrazione, rapina e sfondamento (cristalli antivandalismo, antintrusione, antisfondamento e antiproiettile), non costituiscono un pericolo per la sicurezza delle persone anche in caso di rottura accidentale.Anche qualora dovessero rompersi, infatti, i vetri temperati non si rompono in pochi pezzi appuntiti e taglienti come il vetro normale. Al contrario, le forze di tensione e di compressione presenti nel vetro provocano istantaneamente la formazione di crepe, che causano la frantumazione del vetro in tanti piccoli frammenti non taglienti, e dunque non pericolosi. I vetri temperati sono dunque in grado di garantire la sicurezza attiva (security) e passiva (safety), tanto da essere da alcuni chiamato vetro antiferita. Per quanto riguarda la normativa italiana sui vetri di sicurezza, il vetro temperato viene identificato nelle classi 1(C)1; 1(C)2; 2(C)2.Il vetro temprato è contraddistinto da apposita marchiatura UNI o CE, con riferimento alla normativa UNI 12150.
La sicurezza del vetro temperato può essere verificata richiedendo l’esecuzione della cosiddetta prova di frammentazione:  bloccato perimetralmente e poggiato  su una superficie piana senza costrizioni meccaniche, il vetro temprato viene colpito con un utensile di acciaio appuntito in grado di provocarne la rottura in un punto preciso (per la precisione tale punto è situato a13 mm dal bordo ed esattamente a metà del lato lungo). a questo punto, entro 5 minuti dalla rottura, si esegue il conteggio dei frammenti e la misurazione del frammento più grande escludendo l’area sul punto di impatto con raggio di100 mm e il bordo perimetrale per una profondità di25 mm.           Pur essendo considerato a tutti gli effetti un vetro di sicurezza, il vetro temperato non è adatto all’uso come anticaduta, in quanto, in caso di caduta per rottura da una determinata altezza, pur rompendosi in sicurezza, il vetro temperato può produrre pezzi di vetro coesi a cui il peso acquisito durante la caduta può conferire elevata pericolosità (effetto grappolo). Per questo motivo, per tutte le applicazioni di sicurezza concernenti vetro e cristallo temperato, o vetri accoppiati e stratificati, è sempre consigliabile rivolgersi a professionisti esperti in grado di consigliare la soluzione più idonea in ogni situazione In questi casi occorre valutare se è opportuno applicare esternamente un prodotto vetro stratificato composto da due vetri temprati o induriti.