Oggi l’industria vetraria propone una vastissima scelta di cristalli sempre più perfezionati per andare incontro alle diverse esigenze pratiche ed estetiche della committenza, sia essa pubblica o privata: dai doppi vetri ai vetri con coating magnetronico per incrementare l’isolamento termico, dal vetrocemento alle vetrate artistiche, dai cristalli di sicurezza blindati, stratificati (o accoppiati), temperati, antisfondamento o antintrusione ai vetri antinfortunistici, la cui applicazione è regolamentata da precise norme di legge in materia di sicurezza in edilizia e sicurezza sul lavoro.

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Conoscere le diverse caratteristiche dei vari tipi di vetro può aiutare il committente ad avere le idee più chiare nel momento in cui si rivolge a un installatore professionista, che potrà fornire informazioni molto dettagliate e specialistiche. Occorre tuttavia tenere presente che, soprattutto nel settore della sicurezza privata o professionale, è fondamentale rivolgersi esclusivamente a personale professionale competente, che possa vantare una lunga e approfondita esperienza nel campo. Solo professionisti con all’attivo diversi anni di attività nel settore, comela Vetreria Re di Nerviano, sono infatti in grado di certificare l’effettiva sicurezza degli ambienti, prevenendo il verificarsi di situazioni potenzialmente pericolose e della loro sottovalutazione.

Come si è detto, l’industria vetraria propone numerosi prodotti sempre più sofisticati che vengono applicati per la prevenzione di e/o la protezione da crimini, attentati, incendi, atti vandalici e infortuni, così come dalla dispersione termica e dagli agenti atmosferici. Ciascuno di questi prodotti si distingue per le particolari caratteristiche di lavorazione, realizzazione e assemblaggio, in grado di conferire al cristallo le particolari caratteristiche ricercate. In particolare il vetro stratificato è in grado di fornire protezione contro gli infortuni, il crimine, gli atti vandalici e persino i proiettili, a seconda delle particolari caratteristiche che gli vengono conferite al momento della lavorazione.

I vetri stratificati si distinguono infatti in diverse classi di sicurezza, certificate dalle norme UNI 7172, 9186 e 9187 - che indicano caratteristiche, dimensioni, capacità di tolleranza, modalità di misurazione e metodologie di prova applicate -, e non utilizzate a semplice scopo commerciale. Vediamo insieme quali sono i diversi livelli di protezione assicurati dai cristalli stratificati, utilizzati per la realizzazione di porte, portoni, finestre e porte blindate, vetrine di negozi e banche, porte automatiche, parapetti, pensiline e molto altro ancora:

  • Vetri stratificati antinfortunistici: anche in caso di rottura accidentale, la lastra non costituisce un pericolo per l’incolumità delle persone, grazie alla sua capacità di rompersi senza andare in pezzi: i frammenti smussati di vetro rimangono appiccicati alla membrana plastica adesiva inserita fra i due (o più) strati di vetro. I vetri antinfortunistici vengono dunque utilizzati per prevenire ferite da infortunio e rischi di caduta nel vuoto.
  • Vetri stratificati antivandalici: in grado di opporre resistenza all’urto di oggetti contundenti scagliati con forza.
  • Vetri stratificati anticrimine: tale tipo di vetro è in grado di opporre vari livelli di resistenza rispetto a una ripetizione di urti finalizzati a scopi criminali.
  • Vetri stratificati antiproiettile: tale tipo di cristallo stratificato può resistere all’azione di proiettili sparati da armi da fuoco.

Il progetto di normativa Europea prEN 50131-1 propone un vero e proprio "Glossario della sicurezza" che indica in modo univoco definizioni e caratteristiche dei diversi tipi di vetro di sicurezza, incluso il vetro antinfortunistico. Per la classificazione dei vetri antisfondamento si fa riferimento alla norma UNI 9186, che prevede tre classi di resistenza. Prima di illustrare la vigente normativa in materia di vetri antinfortunistici e vetri di sicurezza, sembra opportuno presentare brevemente alcune delle principali definizioni inserenti vetri stratificati e temperati di sicurezza e antinfortunistici.

Vetro stratificato

Lastre di vetro piano, sovrapposte e rese monolitiche tramite interposizione di fogli di PVB (polivinilbutirrale), ossia un legante plastico caratterizzato da spessori variabili. Grazie alla cottura in autoclave, la struttura diviene estremamente robusta e resistente a tentativi di sfondamento o colpi di arma da fuoco. Rientrano nel novero dei vetri stratificati anche lastre di vetro tra cui vengono interposte lastre di policarbonato, materiale in grado di che accrescere sensibilmente le proprietà antisfondamento ed antiproiettile.

Vetro antinfortunistico

Il vetro antinfortunistico è un tipo di vetro stratificato o temperato che rientra fra i materiali strutturali utilizzati per la sicurezza antinfortunistica (safety), e non per la sicurezza anticrimine (security). Ciò significa che il vetro antinfortunistico non ha caratteristiche antisfondamento o antiproiettile, e dunque non è indicato per la realizzazione di vetrine di banche o negozi, ma piuttosto per porte a vetro, vetrate, divisori in vetro e altre installazioni in cui è importante garantire protezione alle persone. Il vetro antinfortunistico, in seguito a urti, si infrange senza produrre schegge taglienti potenzialmente pericolose per l'incolumità delle persone. In caso di rottura, i frammenti rimangono saldamente adesi al film plastico e il pannello permane perfettamente in opera, evitando che dalla lastra si stacchino pezzi di vetro di dimensioni pericolose. A seconda del numero, dello spessore e della sequenza di montaggio di lastre di vetro e fogli di PVB, il vetro stratificato presenterà differenti livelli di resistenza allo sfondamento.

Vetro antivandalismo

Tipo di vetro stratificato in grado di resistere a violenti e ripetuti colpi apportati con mattoni, pietre, spranghe di ferro, martelli e oggetti contundenti in genere. Il vetro stratificato antivandalismo si rompe, ma rimane in opera assicurando protezione a persone e beni da atti vandalici occasionali. A seconda del numero, dello spessore e della sequenza di montaggio delle lastre di vetro e dei fogli di leganti in PVB, variano le caratteristiche di resistenza allo sfondamento.

Vetro antisfondamento

Tipo di vetro stratificato in cui, a seconda del numero, dello spessore, della sequenza di montaggio delle lastre di vetro e dei fogli di leganti in PVB, è possibile ottimizzare le caratteristiche di resistenza allo sfondamento.

Vetro anticrimine

Tipo di vetro stratificato in grado di opporre diversi gradi di resistenza ad attacchi intenzionali con motivi criminosi. Le caratteristiche di resistenza allo sfondamento possono essere ottimizzate a seconda del numero, dello spessore e della sequenza di montaggio delle lastre di vetro e dei fogli di leganti in PVB.

Vetro antiproiettile

La scelta del numero, dello spessore e della sequenza di montaggio delle lastre di vetro e dei fogli di leganti in PVB è finalizzata all’ottimizzazione delle caratteristiche di resistenza ai proiettili del vetro stratificato. La norma UNI EN 1063 propone una classificazione completa dei vetri antiproiettile, che prevede sette classi di resistenza a pistole e fucili semplici e due classi di resistenza ai fucili da caccia. All’aumentare dello spessore e del numero di strati di vetro e materiale plastico aumenta anche la resistenza dei vetri antiproiettile. I vetri stratificati aventi la denominazione antiproiettile possono essere

  • antiproiettile semplice: pur consentendo l’arresto dei proiettili, sul lato opposto a quello di impatto, si origina una proiezione di schegge che potrebbero causare lesioni;
  • antiproiettile ed antischegge: questo tipo di vetro stratificato non solo arresta i proiettili, ma evita anche di originare schegge potenzialmente pericolose.

Vetro antiesplosione

Classificati in quattro classi di resistenza alla pressione causata da esplosione secondo la norma UNI EN 13541:2002, i vetri stratificati antiesplosione sono in grado di resistere all'urto causato dall'esplosione di ordigni a diverso contenuto di TNT, plastico o altri tipi di esplosivo, soprattutto in composizioni di tre o più lastre di vetro interposte a fogli di leganti in PVB di adeguato spessore. Il massimo livello di resistenza corrisponde alla classe ER4.

Vetro temperato

Ottenuto mediante un particolare processo di riscaldamento e raffreddamento immediato, questo particolare tipo di vetro può essere utilizzato solo in applicazioni antinfortunistiche (safety) in quanto non classificato come anticrimine (security). La tempra conferisce al vetro particolari caratteristiche di resistenza che, anche in caso di rottura, non causa l’esplosione di schegge o/e frammenti taglienti pericolosi, ma si sbriciola in frantumi smussati non taglienti.

Normativa vetri antinfortunistici:

Per quanto concerne gli aspetti giuridici che regolamentano la necessità di installare vetri antinfortunistici, sembra opportuno riportare qualche riferimento alle principali leggi in materia. Infatti il vetro è un elemento che trova una diffusione crescente nella realizzazione di opere strutturali edili e architettoniche ma, se non adeguatamente trattato, potrebbe costituire un serio pericolo per l’incolumità di persone o cose. La minaccia di scoppi e rotture in seguito a scosse, incendi, urti intenzionali o accidentali, atti vandalici, colpi d’arma da fuoco o esplosioni è un pericolo da non sottovalutare per garantire la massima sicurezza in ambienti privati, pubblici, professionali o commerciali. Per quanto riguarda la sicurezza sul luogo di lavoro, l’applicazione di superficie vetrate è regolamentata dal Decreto Legislativo 81/2008, denominato "Testo unico sulla sicurezza", che fornisce norme e linee guida per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori negli ambienti di lavoro. Si riportano a titolo esemplificativo alcune delle principali indicazioni di legge in materia di superfici vetrate e vetri antinfortunistici:

Comma 1.3.6. del D.Lgs. 81/2008 - "Testo unico sulla sicurezza" (allegato IV): Le pareti trasparenti o traslucide, in particolare le pareti completamente vetrate, nei locali o nelle vicinanze dei posti di lavoro e delle vie di circolazione, devono essere chiaramente segnalate e costituite da materiali di sicurezza fino all'altezza di1 metro dal pavimento, ovvero essere separate dai posti di lavoro e dalle vie di circolazione succitati in modo tale che i lavoratori non possano entrare in contatto con le pareti, ne rimanere feriti qualora esse vadano in frantumi. Nel caso in cui vengano utilizzati materiali di sicurezza fino all'altezza di1 metro dal pavimento, tale altezza è elevata quando ciò è necessario in relazione al rischio che i lavoratori rimangano feriti qualora essi vadano in frantumi.

Comma 1.6.11 del D.Lgs. 81/2008 - "Testo unico sulla sicurezza" (allegato IV): Se le superfici trasparenti o traslucide delle porte e dei portoni non sono costituite da materiali di sicurezza e c'è il rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura di dette superfici, queste devono essere protette contro lo sfondamento.

Prima che entrasse in vigore il D.Lgs. 81/2008 - "Testo unico sulla sicurezza", l’applicazione di superfici vetrate e vetri antinfortunistici era regolamentata dal D.Lgs. n. 626/94, anche conosciuto come “legge 626 sulla sicurezza sul lavoro”. Nonostante “la626”non sia più in vigore, in quanto modificata e abrogata dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro del 9 aprile2008, asua volta successivamente integrato dal D.lgs. n. 106 del 3 agosto 2009, questa legge rimane di notevole importanza, in quanto ha cambiato completamente l'impostazione della tecnica di prevenzione di incidenti e infortuni sul lavoro, introducendo innovazioni nel campo della salute e sicurezza dei lavoratori. Da una normativa incentrata su un tipo di intervento principalmente "riparatorio" si è passati a un quadro normativo focalizzato sui concetti di prevenzione e informazione, anche per quanto riguarda l’uso del vetro in edilizia.

Per quanto riguarda la sicurezza del vetro in edilizia, è possibile fare riferimento alla Legge 311 e al successivo D.M. dell'11/3/2008 (termica), al Decreto Legge del 2/12/97 (acustica), al D.L. 172/04 e alla norma UNI 7697/07 (sicurezza). Le principali norme UNI che regolamentano l’uso del vetro in edilizia sono:

Norma italiana UNI 7697 del gennaio 2007 (corretta l'8 marzo 2007):

Norma UNI 7697/2007 (punto 1 - Scopo e campo di applicazione) La presente norma fornisce i criteri di scelta dei vetri da impiegarsi, sia in esterni che in interni, in modo che, nella destinazione di impiego prevista, sia assicurata la rispondenza tra prestazioni dei vetri e requisiti minimi necessari per la sicurezza dell'utenza.

UNI 7697 (punto 5 – Posa delle lastre): Telai e scanalature di contenimento non devono compromettere le caratteristiche e le prestazioni della vetrata.

UNI 6534 (punto 3.3 – Serramenti): I serramenti devono essere costruiti in modo da essere sufficientemente solidi in rapporto alla massa delle lastre, alle sollecitazioni previste ed all’usura meccanica. 

Le norme UNI EN 12150-1 e UNI EN 12543- 1 propongono invece utili definizioni e classificazioni di termini come vetro temperato e stratificato:

  • VETRO TEMPERATO: Vetro di silicato-calcico di sicurezza temperato termicamente, nel quale è stato indotta una sollecitazione di compressione permanente sulla superficie mediante un processo controllato di riscaldamento (riportandolo a temperatura di 600-650°C) e raffreddamento (in modo repentino) in grado di conferirgli una maggiore resistenza alle sollecitazioni meccaniche e termiche. Il vetro temperato termicamente in caso di rottura si sbriciola in piccoli frammenti inoffensivi così da essere considerato, in talune situazioni, vetro antiferita secondo la norma UNI EN 12600.
  • VETRO STRATIFICATO: Pannello composto da due o più lastre di vetro unite tra loro su tutta la superficie mediante l'interposizione di materiale plastico, di cui il più diffuso è il PoliVinilButirrale detto PVB.

Il vetro stratificato viene inoltre classificato secondo la norma UNI EN12600 indiverse categorie:

  • vetro antiferita classe 2(B)2 UNI EN 12600
  • vetro anticaduta nel vuoto 1(B)1 UNI EN 12600
  • vetro antieffrazione UNI EN 356 dal 1° livello classe P1 all'8° livello classe P8A. (Esempio: un 4° livello P4A corrisponde ad un 11/12 ovvero 55.4; un 5° livello P5A corrisponde all' SP510 SG ovvero 44.6; un 6° livello P6A corrisponde al un 19/21).
  • Vetro antiproiettile UNI EN 1063 dalla classe BR1 (esempio: 18/19) alla classe BR6 (esempio 39/41R da51 mm) per finire al BR7.

Tale classificazione ai fini della norma è stata stilata tenendo in considerazione le seguenti azioni/sollecitazioni:

  • Carichi statici: peso proprio, carichi imposti, neve, pressione idrostatica in acquari e piscine, ecc.
  • Carichi dinamici: da vento, folla, traffico pedonale, onde di pressione e depressione, ecc.
  • Vibrazioni.
  • Urti da grandine.
  • Torsioni da azionamento di parti apribili.
  • Sollecitazioni sismiche: conseguenza di fenomeni tellurici.
  • Fatica.
  • Urti dovuti all'impatto di una persona (UNI EN 12600).
  • Urti di pietre, colpi di mazza e/o d'ascia, dovuti ad atti vandalici o tentativi di effrazione (UNI EN 356).
  • Urti di proiettile (UNI EN 1063).
  • Incendi (UNI EN 357).
  • Esplosioni (UNI EN 13541).

I rischi conseguenti alla rottura delle lastre sono classificati ai fini della sicurezza come:

  • Danni a persone o cose, quando la rottura del vetro possa causare ferite a persone, animali o danni a cose.
  • Caduta nel vuoto, quando, per rottura del vetro, si possa cadere nel vuoto da un'altezza uguale o maggiore di1 m.
  • Danni sociali, quando la rottura della lastra possa causare danni alla collettività (danni ad opere d'arte, accesso ad esplosivi od oggetti pericolosi, evasione da carceri, ecc.)

Le norme di sicurezza relative all’applicazione di vetri antinfortunistici variano in base all’ambito di applicazione. Vediamo nello specifico:

  • Cosa dice la legge in materia di…applicazione vetri in ambito residenziale? Tutti i vetri al di sotto di1 m dal piano di calpestio, sia all'interno che all'esterno dell'edificio, devono essere temperati (in assenza di rischio di caduta nel vuoto) o stratificati. Anche al di sopra del metro di altezza è opportuno usare lastre di vetro temperato o stratificato;
  • Cosa dice la legge in materia di…applicazione vetri nel settore terziario? Indipendentemente dall'altezza dal piano di calpestio, è necessario che i vetri interni ed esterni siano temperati o stratificati, specialmente se esiste il rischio di contatto con le persone.
  • Cosa dice la legge in materia di…applicazione vetri per la realizzazione di parapetti? Al fine di prevenire il rischio di caduta nel vuoto, è obbligatorio usare vetri stratificati o, in assenza di telai sui quattro lati, vetri temperati stratificati con verifica del D.M. Infrastrutture del 14/01/2008 "Norme tecniche per le costruzioni G.U. n°29 del 4/1/08 Serie Generale e della norma UNI EN 12600.
  • Cosa dice la legge in materia di…applicazione vetri in edifici pubblici? Tutti i vetri installati all’interno o all’esterno di edifici pubblici devono essere necessariamente stratificati o temperati con classe di appartenenza opportuna secondo la 7697/07.
  • Cosa dice la legge in materia di…applicazione vetri per la realizzazione di coperture? I vetri rivolti verso l'ambiente devono essere necessariamente stratificati, mentre è opportuno prevedere l’uso di un vetro temperato e stratificato in lastra singola per incrementare le caratteristiche di resistenza meccanica del cristallo e prevenire le rotture da shock termico, privilegiando l’applicazione di vetro temperato (con maggiori capacità di resistenza alle variazioni di temperatura) e vetri stratificati verso l'interno.

La Vetreria Re, attiva da oltre vent’anni nel campo della lavorazione del vetro, della progettazione, realizzazione e installazione di opere strutturali e architettoniche in vetro, è a disposizione di committenti pubblici e privati per ulteriori informazioni sui vetri antinfortunistici, oltre che per concordare preventivi e sopralluoghi tecnici senza impegno.