Le caratteristiche del vetro antiproiettile sono tali da conferirgli la capacità di resistere alla penetrazione quando colpito da proiettili. Otticamente trasparente, il vetro antiproiettile, anche detto vetro balistico o armatura trasparente, può essere realizzato con la combinazione di due o più tipi di vetro, uno fisso e uno morbido, oppure dall’inserimento di un laminato di sicurezza o pellicola plastica sulla superficie del vetro. Nel primo caso, il vetro antiproiettile viene reso elastico dalla presenza dello strato morbido, che lo fa flettere invece che esplodere; nel secondo caso è invece la presenza della pellicola di sicurezza a fornire una protezione simile a quella garantita dal vetro antiproiettile multistrato.

Ma vediamo insieme come è fatto il vetro antiproiettile. Il metodo di produzione del vetro antiproiettile oggi più in uso prevede l’utilizzo di due o più lastre di vetro di spessore variabile (6 - 10 mm), accoppiate tra loro tramite uno strato di elastomeri (poliuretano o polivinilbutirrale, o PVB). Tali sostanze sono ideali per la realizzazione di vetri antiproiettile grazie alle loro caratteristiche di elasticità e resistenza alla trazione, e a un aspetto estetico perfettamente trasparente. Qualora la lastra di vetro fosse colpita da un proiettile, gli elastomeri mantengono la lastra coesa, impedendo che ceda a causa dell’urto.

Il procedimento di realizzazione dei vetri antiproiettile prevede diversi passaggi: le lastre di vetro vengono prima pulite e asciugate da macchinari appositi, in seguito si esegue l’assemblaggio tramite stratifica di lastre di vetro e lastre di elastomeri; i pannelli così assemblati e sovrapposti vengono quindi pressati da appositi rulli e riscaldati. In questo modo si elimina ogni traccia di aria fra gli strati viene eliminata e l’elastomero risulta saldamente incollato alle superfici di vetro.

Il grado di resistenza dei vetri stratificati antiproiettile varia soprattutto in base al numero e allo spessore delle lastre e degli strati di intercalare plastico utilizzati (PVB). Inoltre, è importante tener conto del fatto che la protezione fornita da una vetrata resistente ai proiettili non dipende solo dal vetro, ma anche dal tipo di serramento scelto, da una corretta progettazione e da un montaggio eseguito a regola d’arte. Ecco perché, quando si tratta di sicurezza (e soprattutto di protezione dai proiettili), è fondamentale rivolgersi esclusivamente a professionisti del settore in grado di assicurare un servizio impeccabile a tutti i livelli. La Vetreria Re, attiva dal 1989 nella lavorazione di vetro industriale oltre che di vetrate artistiche, è a disposizione per la realizzazione di vetri antiproiettile per vetrine di negozi e banche, edifici pubblici, autoveicoli e molto altro ancora.

I requisiti delle vetrate resistenti ai proiettili variano in base al numero e allo spessore degli strati, oltre che al particolare metodo di realizzazione dei vetri antiproiettili. Inoltre, la resistenza dei vetri ai proiettili viene verificata tramite l’esecuzione di appositi test e prove che permettono di individuare esattamente il livello di protezione offerto dalla vetrata antiproiettile. Quando viene colpito dal proiettile, il vetro stratificato assicura protezione rimanendo coeso ed impedendo la penetrazione del proiettile. Per capire meglio come funziona il vetro antiproiettile, è possibile guardare questo video (il cui contenuto non è adatto ai minori e non è assolutamente inteso a ispirare emulazioni. In altre parole, non provate a farlo a casa!), pubblicato in Italia dal sito del quotidiano Repubblica, in cui viene mostrato un collaudatore antiproiettile che mette alla prova la resistenza di questo eccellente prodotto, mettendosi in gioco in prima persona: http://www.youtube.com/watch?v=skbMnwQeOv4.

Come per i vetri antinfortunistici e tutte le applicazioni di vetro strutturale in edilizia, anche i vetri antiproiettili sono classificati e regolamentati nell’uso da apposite normative di legge. In particolare, la norma UNI EN 1063, che classifica i vetri stratificati come antiproiettile, specifica i requisiti prestazionali e i metodi di prova (test balistici) che permettono di classificare la resistenza ai proiettili di vetrate in funzione della composizione e dell'applicazione finale delle lastre (uno o più strati di vetro e lastre composite vetro/plastica). La normativa stabilisce due differenti metodologie di prova per la classificazione del vetro antiproiettile in diverse classi, che prevedono resistenza ai proiettili di pistole e fucili (classi da BR1 a BR7) e ai proiettili dei fucili a palla (classi da SG1 a SG2). L’applicazione della norma antiproiettile si estende ad attacchi con pistole, fucili e fucili da caccia e alle vetrate per edilizia ad uso interno ed esterno.

In base alla norma UNI EN 1063, la dicitura "vetrata resistente ai proiettili" si applica sia ai prodotti costituiti da vetro al 100%, sia ma a prodotti stratificati costituiti da vetro e materiali plastici. Per la classificazione delle vetrate antiproiettile, è necessario eseguire almeno una delle seguenti tipologie di prove balistiche:

  • resistenza ai proiettili di pistole e fucili per vetri antiproiettile appartenenti alle classi da BR1 a BR7;
  • resistenza ai proiettili dei fucili a palla per vetri antiproiettile appartenenti alle classi da classi da SG1 a SG2.

Test balistico vetro antiproiettile

Ma vediamo insieme in che cosa consiste e come viene effettuato il test che indica la resistenza ai proiettili dei vetri. La prova balistica consiste nell’effettuare 3 spari al centro di campioni di vetro di misura 500x500 mm. I risultati della prova variano in funzione di tipologia dell’arma, calibro del proiettile, massa, distanza dall’impatto e velocità di impatto. Requisito essenziale perché il vetro superi la prova di resistenza alle armi da fuoco è che nessuno dei tre proiettili riesca a penetrare i campioni. A seconda del comportamento di ogni singolo campione, il vetro antiproiettile viene classificato in differenti classi di resistenza:

  • vetrata antiproiettile classificata senza schegge: se i proiettili non causano perforazione della vetrata antiproiettile (tutta o parte di essa), e se il foglio testimone posto sulla faccia opposta del vetro non mostra traccia di perforazione da schegge di vetro, la vetrata viene classificata nella classe appropriata di resistenza ai proiettili con il marchio addizionale "NS" (senza schegge).
  • vetrata antiproiettile classificata con schegge: se non avvengono penetrazioni nel vetro antiproiettile o in parte di essa, ma sul foglio testimone sono osservabili perforazioni dovute a schegge di vetro staccatesi dalla faccia posteriore della vetrata, la classificazione del vetro resistente ai proiettili sarà ulteriormente specificata dal marchio "S" (schegge).

Per quanto riguarda gli ambiti di applicazione dei vetri antiproiettile, essi sono indicati per la realizzazione di vetrine di gioiellerie, boutique di alta moda e negozi di oggetti preziosi, sportelli di banche, uffici postali, esattorie, istituti di credito, assicurazioni, comproro e qualunque ufficio, esercizio commerciale o edificio pubblico in cui ci sia un consistente flusso di denaro o valori, oltre che in musei, gallerie d’arte ed esposizioni di opere, reperti e oggetti di valore, negozi di armi o d’esplosivi e, in funzione ai rischi, strutture ricettive, uffici governativi e immobili residenziali.